LA MUCCA PAZZA

Ovvero

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI DEI GIORNI NOSTRI

L'altro giorno, mentre passeggiavo tra i pomodori e le zucchine dell'orto di mio padre, ebbi come l'impressione di sentire una voce che mi chiamasse. Uno sguardo a 360° mi fece subito capire che ero solo in compagnia di esseri viventi del tipo vegetale e non umano. Stavo per cogliere un bel pomodoro rosso per farmi un buon sughetto quando mi parve di sentire di nuovo la vocina precedente. Non era possibili! Non vedevo anima viva a vista d'uomo… e se si fosse trattato di qualcuno non visibile a vista d'uomo? Il mio sguardo si rivolse al cielo ma non ritenendomi sufficientemente degna di poter udire voci celestiali ritornai a guardare umilmente verso terra. Con sommo stupore trovai ai miei piedi una delle galline di mia nonna e mentre con timore mi domandavo se quella voce misteriosa potesse provenire da quella bipede spennacchiata, la gallinella con tono indispettito mi rivolse la parola: "ehi tu, con la testa tra le nuvole, ti vuoi svegliare un po'?" Che abbia sempre la testa tra le nuvole me lo hanno detto in molti, ma vi assicuro che sentirselo dire da una gallina è un'esperienza alquanto interessante. Ad un primo momento fui indispettita, ma subito mi ricordai che dobbiamo amare tutti, e quindi anche le galline" Così mi scusai amorevolmente per la mia distrazione e le domandai se potevo in qualche modo esserle utile. "Per tutto il granturco del mondo!" esclamò con graccida voce. "Mi sembri un bipede assai buffo ma abbastanza intelligente per darmi retta". Ho scoperto avvenimenti estremamente gravi che mi hanno profondamente preoccupata e tu mi devi assolutamente aiutare!" In quel momento sentii con tutta me stessa che sarei stata pronta a dare la vita per quella gallina, pur di aiutarla". La pennuta colse nei miei occhi l'impeto di generosità e a becco spalancato ricominciò a parlare:" Vedi, mia cara ragazza, questa mattina la tua cara e ben amata nonna Guglielmina come tutte le mattine è venuta a portarci il mangime. E come tutte le mattine non si è dimenticata di quei simpaticoni pelosi che voi chiamate gatti e anche a loro ha portato qualche pezzetto di carne avvolto in fogli di giornale. Così io, da buona intellettuale quale sono, ne ho approfittato per leggere qualche articolo per vedere le novità che vengono dalla strana specie umana. Con grande stupore ho trovato un articolo alquanto incredibile riguardante le mie colleghe mucche e ciò che stà accadendo in quello che voi chiamate Regno Unito. Menzogne, sono solo menzogne". Il tono di quella gallina divenne all'improvviso combattivo, ma lo sguardo si mutò subito in un dolce sorriso e riprese a coccodare, cioè a parlare. "Ti ho visto spesso passeggiare in questo orto e, visto che tua nonna è sorda come una campana, ti ho ritenuta degna di poter conoscere la vera storia di quella che voi chiamate la mucca pazza, ma che in realtà è stato l'inizio di una rivoluzione straordinaria di cui, mi auguro, ne sarai la portavoce". "Nel lontano Regno Unito la vita tra gli animali in realtà non era molto unita. Molti galletti intraprendenti approfittavano dell'ingenuità degli asini e della titubanza dei conigli. I maiali pensavano solo a mangiare tutto, anche quello che non apparteneva a loro. In una fattoria nei pressi di Edimburgo vivevano tre sorelle mucche a cui avevano dato il nome di Fede, Speranza e Carità. Fede era molto saggia e faceva sempre dei discorsi assai interessanti. Carità era buona, come il latte che produceva in gran quantità e che era assai provvidenziale per i poveri padroni. E che posso dire di Speranza! Lei sperava sempre in un mondo migliore, dove pecore, capre, mucche, cavalli e tutti gli animali che vivono in una fattoria, potessero stare insieme volendosi bene al di là delle differenze di razza, realizzando un modello di fattoria così perfetto che forse avrebbe cambiato il cuore dell'uomo. Questo clima di amore scambievole avrebbe sicuramente aumentato la produttività e quello che veniva prodotto in più da ogni fattoria non sarebbe stato distrutto dall'uomo a causa di certe leggi Europee che Speranza faceva fatica a comprendere, ma sarebbe andato in aiuto ad altre fattorie. Così le venne in mente di organizzare un "Pascolofest", una festa in cui si poteva incontrare tutte quelle bestie che, come lei, credevano in un pascolo unito. E qui incominciarono i guai. Infatti i suoi compagni di fattoria, presi in contropiede dalla novità della proposta, si mostrarono molto titubanti e commentavano tra loro: "Speranza è di sicuro diventata pazza. Come può pretendere di portare avanti un progetto così utopico! Solo una mucca pazza può pensare in questo modo." Ma Speranza era determinata e con l'aiuto di Fede e Carità proseguì nella preparazione del Pascolofest, sicura che sarebbe stata un'occasione per mostrare anche alle altre fattorie la genialità del progetto. Ammirando la determinazione delle tre mucche, molti animali si fecero coinvolgere con grande entusiasmo ai preparativi. E più lavoravano, più scoprivano la gioia di stare insieme. Ricordandosi della loro titubanza iniziale, decisero di chiamare Speranza con il soprannome scherzoso di "Mucca Pazza e lei, che era una mucca spiritosa, accettò quel nomignolo. Nelle fattorie limitrofe giunsero voci di quello che stava accadendo nei pascoli confinanti e, vuoi per curiosità, vuoi per sospettosa prudenza, molti andarono di persona a controllare cosa stesse accadendo, restando piano piano coinvolti nei preparativi. E venne il giorno della grande festa. La notizia ormai, di fattoria in fattoria, si era diffusa in tutto il mondo e non solo tra gli animali domestici. Infatti alla manifestazione parteciparono anche tigri del Bengala, Balene Australi e Boreali, Aquile Reali, Pastori Tedeschi, Orsi Polari… tutta la fauna mondiale era rappresentata. Ovviamente gli uomini erano così distratti dai loro problemi che nemmeno si accorsero di queste migrazioni di massa. La festa durò per tre giorni e mai si erano visti così tanti animali sicuri che il mondo potesse essere un unico pascolo dove vivere in amonia e collaborazione, pur nelle diversità. Ripartirono tutti con una grande gioia in cuore e con il desiderio di portare nei loro habitat naturali lo stesso clima che avevano sperimentato in quei giorni." La mia amica gallinella aveva le lacrime agli occhi, tanta era la commozione. Asciugandoseli con le morbide piume continuò: "Anch'io partecipai a quell'evento memorabile e tornando raccontai tutto alle mie amiche galline Subito nacque una rivoluzione nel nostro pollaio. Ciascuno iniziò a svolgere il proprio lavoro con un maggior senso di responsabilità e di aiuto reciproco. Come tu potrai ben notare da quel giorno il gallo canta sempre all'ora esatta e le galline producono delle ottime uova sane e genuine." Non potevo negare l'evidenza dei fatti e mi rammaricai di non essermi mai accorta dell'efficienza di quel pollaio; e pensai che forse dovremmo fare più attenzione a ciò che ci circonda e ed è diverso da noi. Mentre ero assorta nei miei pensieri, la gallina mi diede un colpetto sul bordo dei miei jeans per richiamare nuovamente l'attenzione e disse: "Dall'espressione del tuo volto posso dedurre che hai compreso ogni piccolo particolare della mia storia. Serbala in cuore, fanne tesoro e raccontala solo a chi riterrai degno di accoglierla. Ora ti saluto perché tra poco inizia il mio turno di lavoro. A presto e ricordati che quella che hai sentito è la vera storia della mucca pazza". Tutto ciò che era accaduto mi aveva un po' frastornata. Mi ero talmente calata in quella realtà degli animali che quasi mi sembrava che tutto ciò fosse successo anche nella vita degli uomini. Ma che pensiero pazzesco! Una cosa del genere è solo utopica, solo un uomo pazzo potrebbe pensare che sia possibile realizzarla. Salutai la gallina ancora un po' stordita dal racconto e la vidi andar via felice come se si fosse tolta un grosso peso. Le avevo promesso che avrei raccontato per monti e per mari la vera storia della mucca pazza. E' per questo che ho deciso di riferire per filo e per segno ciò che è accaduto. Di cose pazze in questo mondo ne accadono ogni giorno e, non si sa mai, forse anche questa potrà avverarsi. In fondo la Speranza è sempre l'ultima a morire.