" BE A WINDSURFER "

(alcune manovre)

 

Questa pagina è ancora "under costruction", per questo motivo ci sono solo alcune manovre e ogni settimana ne aggiungerò, scuola permettendo, altre. Cercherò, senza alcuna pretesa, di spiegare le tecniche fondamentali per alcuni tricks e jump, appoggiandomi a riviste e, soprattutto, a sensazioni ed esperienze personali. Sono ben accette critiche e suggerimenti al fine di scoprire i segreti di ogni manovra.(La mia e_mail la potete trovare sulla Home Page)

Dario


Push Loop

 

Per fare il push loop ci sono due trucchi essenziali, che riguardano la presa sul boma e l'avvio della rotazione. La chiave di una rapida rotazione in avanti, a parte lo slancio sull'onda, è il fatto che la presa sul boma si allarga: piùsi allargano le braccia più la rotazione sarà veloce.quattro sono i punti fondamentali per un buono stacco:

a) l'onda non deve essere molto grande, basta un metro

b) la rampa deve essere però molto ripida e deve essere presa al lasco

c) allarghi la presa sul boma

d) appena prima dello stacco ruoti verso il vento il più velocemente possibile come se dovessi fare una rotazione attorno ad un'asse, che in questo caso è l'albero

Il salto si basa su un movimento poco istintivo e per questo devi essere deciso nell'esecuzione. Una volta in aria il salto se impostato bene sarà quasi automatico e starà te calcolare i tempi giusti per un buon atterraggio.Non sono convinto che la spinta sul boma, nel momento in cui sei faccia a faccia all'acqua, sia così fondamentale da condizionare la manovra. La spinta col braccio della bugna non ha importanza che sia troppo forte, l'importante è la rotazione attorno all'albero....poi viene tutto automatico.

" Il push loop è una rotazione del forward al contrario ed esattamente come il forward una volta in rotazione tutto funziona automaticamente " ROBBY SEEGER

 


Back loop

 

Il back loop è il " padre " , se si può dire, del push loop. Come nel salto precedente fondamentale è il modo in cui affronto la rampa. Non è importante un'onda alta e la direzione deve essere al lasco-traverso. Bisogna prendere l'onda nella parte più ripida , allargare la presa sul boma e essere decisi. Appena prima dello stacco porto la prua della tavola contro vento, ponderando la forza in base all'onda e all'altezza che potrò raggiungere. Più alto vado più devo esitare la rotazione. Una cosa fondamentale sta proprio nell'esitazione. Se giro troppo velocemente rischio quasi sicuramente di atterrare sull'attrezzatura, cosa, fidatevi, non del tutto piacevole; se giro troppo tardi atterro di schiena ed eseguo solo metà ruotazione. La testa, una volta in aria, deve ruotare e guardare verso l'acqua, in modo da imprimere maggiormente la rotazione. Attenzione, l'atterragio deve essere fatto al lasco-traverso e non bisogna portare mai la prua verso l'acqua, cioè bisogna raccogliersi con le gambe e imprimere la ruotazione mantenendo la tavola sempre sopra di Voi. Se riuscite ad arrivare al momento dell'atterraggio nè di punta nè in overgiro (cosa che succede se si imprime la rotazione troppo presto e forte saltando molto in alto ) e in una buona posizione, quindi raccolti con le gambe, la vela vi si aprirà e sventerà, Voi lasciatela sventare e siate pronti all'atterraggio....avete chiuso il vostro primo back loop. L'importante è non scoraggiarsi perchè chiudere un back non vuole dire chiudere un forward e non è detto che il salto successivo riuscirete a farne un'altro, anzi !


Duck Tack

La manovra inizia in piena planata con i piedi che si girano dalla parte opposta mandando volutamente all'orza la tavola. Il braccio posteriore si apre e permette alla vela di scaricarsi. La duck tack funziona in un certo senso come una duck jibe ma al contrario. Importante e il passaggio della vela verso il controvela. La vela non deve essere lanciata ma fatta scorrere in avanti (attenzione in questo momento potreste spaccare la punta della tavola se mollaste la vela) e posta davanti al corpo. Più la si tiene lontana dall'acqua più la manovra risulterà pulita.Un trucco sta nel fatto che, una volta passata in controvela, per far prendere vento a questa afferro la vela appena sotto la bugna e spingo verso il basso, così da alzare l'albero. Una volta dall'altra parte faccio virare la tavola portando l'albero verso prua e aiutandomi con i piedi. Ora con un bel colpo cazzo la vela e mi trovo nella direzione opposta a quella di partenza..............una bella pompata e si riparte !


Aerial Jibe

Mi trovo in piena planata, direzione traverso, vedo un cioppo o una rampa, non eccessivamente alta, di circa 0.5-1 metro, cosa faccio ? (questa è una domanda che ci poniamo tutti, la scelta della manovra) Decido di fare un'aerial jibe, quindi tolgo il piede dalla strap posteriore e lo metto davanti a questa, se non sopra,....ora punto la rampa e poco prima di staccare risalgo di bolina. Attenzione che nella staccata il piede che spinge e governa è quello davanti. La tavola è in aria e ho la pinna fuori dall'acqua, dò una spinta col piede posteriore ( come se dovessi fare un colpo di tacco col pallone ), la gamba anteriore tira verso il corpo la tavola e cerco di ruotare le spalle verso la direzione opposta. ( logicamente il trapezzio è staccato ) L'atterraggio deve essere fatto di punta e il piede posteriore, che ora è diventato anteriore, si posa appena davanti al piede d'albero. Nella vera aerial jibe il piede che sta nella strap anteriore non esce mai da questa se non alla fine del salto, quando mi trovo con la tavola gia girata. Se il salto è eseguito correttamente l'atterraggio è soft e mi basterà dare una pompata per far ripartire la tavola.


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P.S. : se volete scrivere un testo su qualsiasi manovra, una inventata anche da Voi, verrà pubblicata al più presto !