La silloge sara' prossimamente pubblicata per intero.
Non appena ci sara' noto comunicheremo la data esatta da cui sara'
possibile acquistarla in libreria.
Estratto dalla
silloge: Storie senza tempo.
Il cantastorie
Ho scritto queste storie,
chiamarle poesie mi sembra esagerato.
Non l'ho fatto per voi,
non l'ho fatto per me,
l'ho fatto e basta.
Le parole stavano lì nell'aria
ed io le ho catturate.
Le ho mischiate,
le ho rimesse in ordine,
Poi le ho viste uscire dalla penna
quasi animate da una vita propria
Non so se ciò che ho scritto
ha qualche senso,
se piace o se ripugna,
non mi importa.
Non c'era volontà di ferire
o desiderio di rivalsa
nè l'ambizione di comunicare
qualcosa
o d'insegnare.
Per quel che posso dire, queste
mie,
son figlie di un empito d'amore;
e tanto basta.
La vita
Cos'è la vita?
Immagina due elettrodi
segnati entrambi da una freccia
opposta
e la corrente crepitante tra di
loro
passare dall'uno all'altro senza
sosta.
Immagina la sorgente e il mare
con il fiume in mezzo che corre
tra le rive
solcando pianure e valli senza
posa,
correndo la sua corsa senza fine.
Immagina due estremi, il bianco
e il nero
che in uno squarcio di cielo sereno
mostrano la gamma dei colori in
mezzo a loro
formando il gioco dell'arcobaleno.
Questa è la vita.
Nata dalla separazione dell'uguale,
che si è scisso in due
opposti contrastanti,
originando un movimento senza
fine.
creando giochi di nani o di giganti.
E tutto è buono, tutto
è bello
tutto è perfetto così
com'è, tutto è più vero
se solo riesci a vedere in questo
sogno,
l'infinito, eterno gioco dell'intero.
Il fiore raro.
Camminavo pensieroso nel deserto,
vedevo attorno a me città
distrutte,
campi riarsi, fiumi e laghi asciutti,
tutti fasciati da simboli di morte.
Quando in mezzo a quel deserto
ho visto un fiore,
era un fiore raro che risplendeva
nella sua bellezza.
Mi son seduto lì vicino
a contemplarlo,
e mi sono chiesto:
"chissà cosa ci fa qui
nel deserto
tutto solo e sotto il sole cocente,
un fiore così bello e così
raro?"
All'improvviso ho sentito una
fragranza,
era un profumo strano mai provato
prima.
Poi mi sono sentito amato di un
amore soprannaturale,
mentre sentivo una voce che diceva:
"Tutto va bene, non ti preoccupare"
.
Ho guardato il deserto attorno
a me,
per cercare donde venisse quella
voce
ma il deserto era cambiato
era un giardino verde, pieno di
fiori, di ruscelli e di vita.
Cos'è mai questo? mi sono
chiesto.
Sarà magia, stregoneria,
o un'allucinazione,
dov'ero prima e dove sono adesso?
Ma lì per terra c'era il
mio fiore,
diverso da tutti gli altri del
giardino,
splendeva come il sole a mezzogiorno,
e mi guardava nella sua compostezza
immota,
muto e silente come un grande
saggio.
Cos'è successo? Gli ho
chiesto un poco in ansia,
che ne è stato del mondo
malato che vedevo prima?
Mi ha risposto con sorriso dolce,
"non era il mondo ad essere sbagliato,
ma i tuoi occhi, che ora son guariti".
Gli affaristi
Perchè mi proponete questo
affare?
Non so cosa farmene dei vincenti,
degli yuppie rampanti e pieni
di se,
degli arrivisti tracotanti e biechi
con i loro abiti impeccabili,
i loro modi falsamente cortesi,
e con la loro boria.
Non mi interessano, sono solo
cadaveri
che vivono in un mondo di idee
putrefatte.
Il mondo dell'avere e dell'apparire
non ha sostanza, non emette luce,
anzi puzza un po' di morte.
Preferisco il muto silenzio dell'essere
dove ogni momento è una
scoperta
dove ogni idea è un guizzo
di luce,
dove ogni emozione è un
empito di vita.
Questo mondo un po' nascosto,
che riposa nell'ombra e nel silenzio,
così pieno di pace, così
brulicante di vita,
così discreto e innocente,
così dolce e saturo d'amore,
questo è il mio mondo preferito.
Cosa mi state proponendo?
Perchè dovrei fare questo
affare?
Cambiare la mia luce per la vostra
tenebra.
E non suffragate le vostre tesi
dicendo che il mondo va in quella
direzione,
che è così che stanno
le cose
e che pertanto mi dovrei uniformare.
Sono solo flussi e riflussi
il mondo va nella direzione che
gli è propria,
e neppure il cielo conosce dove
va.
Quindi giocate pure con le vostre
ombre
e lasciatemi in pace nella mia
realtà.
Chi sono io?
Sono andato alla caccia di me
stesso,
convinto di trovare un dio,
ma più cercavo e più
trovavo fango.
Animato però da gran fervore,
altero ed imperterrito ho continuato.
"Prima o poi raggiungerò
quello che sono",
mi ripetevo con grande tenacia.
E scava scava ma il fango non
finiva.
ed io avanti con le mani spellate,
nella vana ricerca di me stesso
lì per terra a scavar come
un ossesso.
Quando è passato di lì
il vecchio pescatore
ed impietosendosi di me mi ha
detto:
"Non c'è altro lì
dove tu scavi
oltre quel fango che tieni nella
mani
solo quello otterrai dai tuoi
domani".
"Stai scherzando" gli ho risposto
un po' confuso,
"Sono ben altro che questo fango
nero
sento dentro di mè tesori
immensi
quello che dici non può
esser ciò che pensi".
Mi ha guardato con aria trasognata,
poi parlandomi come si parla ad
un bambino ha aggiunto:
"I tesori ci sono è vero
ma appartengono alla terra,
non sono te e nemmeno tuoi;
in quanto a te sei solo fango
immondo.
Ti do un consiglio comunque
per premiare la tua tenacia, la
tua perseveranza:
l'energia che hai messo nello
scavare
usala per accettare ciò
che sei.
I tuoi difetti, la tua meschinità,
sono cose del mondo,
lasciale stare, non le biasimare,
accettale solo con semplicità
e non cercare di voler cambiare.
Devi metterci impegno e intelligenza
per accettare in pieno ciò
che sei.
È doloroso, lo so, scoprire
che
il male, il vizio, i difetti,
siamo noi.
Ma se avrai la forza d'amare
queste tua parte amara,
potrai fare il passo che ti manca
e scoprire il segreto della tua
immortalità,
il tuo tesoro,
mentre ti accorgerai con esultanza
che la sostanza in cui hai intriso
le mani
non era fango ma polvere d'oro.
Il Poeta.
Il poeta enuncia i suoi versi,
la gente ascolta, sente, gioisce,
diventa triste.
La fonte si è aperta, crea
il nome e la forma
che come l'acqua sorgente sgorga
e scorre via.
Non potete fermare la poesia,
non potete tacitare un cuore ferito,
non potete difendervi dalle parole.
Le parole sono come il vento,
nessun argine le conterrà,
nessun confine potrà bloccarle.
La vita urla e non avete modo
di contenerla.
E se uccidete un poeta mille altri
ne sorgono,
e non potete fermarli, non potete
spegnere la loro voce.
La sorgente deve rigurgitare l'acqua
che scorrerà sulla nuda
terra.
Lasciate cantare il poeta
anche se la sua voce vi ferisce,
anche se i suoi versi vi raccontano
verità
che non vorreste sentire.
Lui è la voce della terra
che sta cercando di parlare con
voi
Ode
alla morte.
Fascino della morte eterna
e nera,
che attendi quieta aspettando
la tua ora,
per questo evento non sono ancora
pronto,
non avvolgermi adesso, non ancora.
Lasciami i giorni che gli dei
mi han dato
non appropriarti di cose non tue,
aspetta ancora, aspetta in agguato,
che le mie mani incontrino le
tue.
Ci riuniremo alfine questo è
certo
celebreremo il nostro matrimonio,
tra nugoli di stelle nel firmamento,
tra schiere d'angeli e qualche
demonio.
E' scritto nel gran libro della
vita,
unica tappa certa del destino,
varcare quella soglia immensa
e nera,
trovarmi alfine il tuo alito vicino.
Sei detestata come nessun altro
evento,
sfuggita con ogni sforzo nella
vita,
ma la tua faccia non è
così tremenda,
sei solo una porta un poco strana
e sbiadita.
Una porta che conduce a nuovi
sogni,
a campi immensi, terre senza tempo,
nuovi giochi pieni d'amore e di
vita,
legati all'oggi da una calma di
vento.
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